lunedì 20 febbraio 2012

TERZA FATICA: LA CERVA DI CERINEA

“Devi portarmi il cervo dalle corna d’oro ma bada di non fargli alcun male“, ordinò Euristeo . Ercole parti e dette la caccia al cervo attraverso boschi e foreste per un anno intero. Era un animale bellissimo e molto veloce e Ercole non riusciva mai ad avvicinarsi abbastanza.
Un giorno, finalmente, lo scorse fermo sulla riva di un fiume e avanzò lentamente fra i cespugli senza fare rumore.
Quando il cervo abbassò la testa per bere, Ercole con uno scatto gli gettò una rete addosso. L’animale cercò di liberarsi ma senza riuscirvi e allora Ercole con delicatezza gli legò le zampe, se lo caricò sulle possenti spalle e si mise in viaggio per tornare dal re.
“ Fermati”, si senti intimare all’improvviso. Gli era comparsa di fronte la dea Artemide.
“ Dove credi di andare? Quel cervo appartiene a me “, disse la dea.
“ Lo porto dal re Euristeo”, replicò Ercole e narrò delle sue fatiche.
“ Puoi andare, ma devi promettermi di riportare qui il cervo illeso“, ordinò Artemide. 
Ercole la ringraziò e promise di fare quanto gli aveva chiesto. Quindi prosegui fino al palazzo reale per mostrare l’animale a Euristeo, poi però tornò nella foresta e lo rimise in libertà'.



domenica 19 febbraio 2012

PERSEO DI BENVENUTO CELLINI

STATUA IN BRONZO RAPPRESENTANTE  PERSEO DI BENVENUTO CELLINI CHE SI TROVA NELLA LOGGIA DEI LANZI IN PIAZZA DELLA SIGNORIA FIRENZE

·       MATTEO B.    E’ la statua di Perseo
·       CHIARA         E’ d’argento e ha la testa di Medusa in mano
·       FERDINANDO  Vedo la spada e lo scudo, la testa di Medusa
·       DANIELE        Vedo Perseo, il casco, la spada la faccia di Perseo e la testa di Medusa che la tiene in mano
·       ANDREA         Vedo la parrucca poi la spada
·       MATTEO T.     In giù c’è il sacco, vicino alle gambe di Perseo
·       MATTEO C.      Vedo la parrucca, in mano ha la testa di Medusa ed in basso c’è il sacco, in mano ha la spada
·       MARTINA        Vedo Perseo
·       JAMILA           Vedo che ha la spada, in mano ha la testa di Medusa, la testa l’ha staccata perché Medusa pietrificava tutti con gli occhi
·       MATTEO B.      E’ la statua di Perseo che ha tagliato la testa della Medusa perché pietrificava, ha l’elmo in testa la spada in mano ai piedi ci sono i capelli di Medusa che gli sono cascati
·       JAMILA           Perseo è un giovane bello ed arrabbiato
·       FERDINANDO   Vedo che ha tagliato la testa di Medusa, ha il sangue che scende dalla testa di Medusa
·       DANIELE        Perseo è giovane e bello ma però è molto arrabbiato
·       CHIARA          Perseo è bello, giovane ma è contento di aver ammazzato Medusa
·       MATTEO C.     Per me è arrabbiato e nudo
·       MATTEO B.     E’ vero è nudo
·       CHIARA          Si vedono i muscoli, ha la forza è forte
·       FERDINANDO   La statua è d’argento e guarda giù
·       CHIARA          Il mio babbo mi ha detto che all’epoca antica non si potevano fare le statue delle donne
·       DANIELE       Mi sembra un po’ giovane e un po’ vecchio
·       FERDINANDO   Mi sembra felice perché ha tagliato la testa di Medusa

sabato 18 febbraio 2012

Il leone

Aspetto scientifico
Il leone è un carnivoro della famiglia dei Felidi. Dopo la tigre, è il più grande dei cinque grandi felini .
Tipicamente, i leoni abitano la savana e le praterie, ma possono adattarsi ad aree cespugliose e foreste. In confronto ad altri felini, i leoni sono animali con uno spiccato spirito di socialità. Un branco è formato generalmente da un maschio alfa (o più raramente 2, se fratelli), un gruppo di femmine, imparentate tra loro.
Il leone è stato considerato il "re degli animali" fin dagli antichi egiziani. E' il più grande e imponente tra i carnivori africani. Il suo corpo risulta molto robusto e dotato delle possenti membra dei carnivori; la parte anteriore è più sviluppata di quella posteriore. La testa grossa e quasi rettangolare, termina con un muso largo e tronco; gli orecchi sono arrotondati.
Gli occhi dotati di pupille rotonde e gialle, sembrano fosforescenti. Le zampe appaiono più robuste di quelle di qualsiasi altro felide. La lunga coda termina con una punta cornea, coperta da un ciuffo di peli. La pelliccia è liscia, rasa e brillante; presenta un bel colore giallo-rosso vivace e bruno fulvo. In varie parti del corpo i peli terminano con punte nere, oppure risultano completamente neri. Nel maschio la testa e il collo si presentano ornati da una folta criniera, composta da lunghi peli lisci, che ricadono formando delle specie di matasse le quali arrivano sino alla radice delle zampe e sino alla metà del dorso e dei fianchi.
Quando il leone ha paura, emette un suono prolungato, abbassa le orecchie e sferza il suolo con la coda. L'effetto che ha il ruggito del leone sugli altri animali è indescrivibile.

Ed ora costruiamo un leone


Costruiamo un leone - slideshow gratuiti

Imitiamo come cammina il leone




Ed ora diventiamo leoni....


mercoledì 15 febbraio 2012

Ercole e i famosi pomi d’oro

Un giorno re Euristeo chiamò Ercole, il fortissimo, e gli disse:
− Ercole, ho deciso che devi fare una grande impresa.
− Bene − disse Ercole, a cui piacevano molto le grandi imprese − Cosa devo fare?
− Devi andare a prendere i famosi pomi d’oro − disse re Euristeo.
− E dove sono i famosi pomi d’oro? − chiese Ercole.
− Nel giardino delle Esperidi, laggiù all’estremo Occidente.
− Vado − disse Ercole, e partì.
Cammina cammina, dopo un lungo viaggio arrivò a Occidente, e cominciò a chiedere: − Dov’è il giardino delle Esperidi?
− Più avanti − gli rispondeva uno.
Ercole andava avanti.
− Dov’è il giardino delle Esperidi? − chiedeva a un altro.
− Più avanti − gli rispondeva l’altro.
Ercole andò più avanti, fin quando trovò un gigante, che reggeva il cielo sulle spalle. Non poteva lasciarlo cadere, perché se l’avesse fatto il mondo intero sarebbe stato distrutto.
− Salve − gli disse Ercole − Io sono Ercole. Tu come ti chiami?
− Atlante − rispose il gigante con il cielo sulle spalle.
− Dov’è il giardino delle Esperidi?
− Qui vicino. Perché me lo chiedi?
− Per entrarci, prendere i famosi pomi d’oro, e portarli a re Euristeo − rispose Ercole.
− Ma non sai, Ercole, che chi entra in quel giardino non può più uscirne? − disse Atlante. − Solo io, che sono un gigante, potrei andarci, e poi uscirne sano e salvo.
− E allora, come facciamo? − chiese Ercole.
− Facciamo così − propose Atlante. − Reggi tu il cielo sulle spalle, per un pochino, mentre io vado, prendo i famosi pomi d’oro, torno, e te li do.
Ercole accettò, e prese il cielo sulle spalle.
Atlante andò nel giardino, prese i famosi pomi d’oro, e tornò.
Però disse: − Sai, Ercole, ho pensato una cosa.
− Che cos’hai pensato, Atlante?
− Ho pensato che, siccome sono stanco di starmene sempre qui con il cielo sulle spalle, andrò io a portare i famosi pomi d’oro a Euristeo. Tu rimani qui con il cielo sulle spalle, finché io non tornerò.
− E quando tornerai? − chiese Ercole.
− Di preciso non lo so, prima o poi ritornerò − disse Atlante.
Ercole, come sappiamo, era fortissimo e non particolarmente furbo, ma anche se non era particolarmente furbo capì che Atlante lo avrebbe lasciato lì per chissà quanto tempo.
Allora disse: − Va bene, Atlante, accetto la tua proposta. Però, per favore, prima di partire, reggi per un attimo il cielo, finché trovo un cuscino da mettere sulle spalle, in modo da poter portare il peso più comodamente.
Atlante, per essere gentile, prese il cielo sulle spalle.
− Marameo, me ne vado da Euristeo! − gli disse Ercole, appena fu libero. Prese i famosi pomi d’oro, e partì per il ritorno.
E Atlante rimase là, con il cielo sulle spalle, brontolando contro la sua ingenuità.

La forza di Ercole

I bambini esprimono con la mimica la forza di Ercole.........


La forza di Ercole - Slideshow sito web

ed ora lo disegnano....



lunedì 13 febbraio 2012

SECONDA FATICA: L’IDRA DI LERNA

L'idra era un enorme drago con sette teste che  stava nella palude di Lerna, quando era affamato, usciva dalle profondità del lago e divorava tutto il bestiame delle campagne circostanti.
 I contadini erano disperati e non avevano più cibo, ma non osavano ribellarsi per paura di essere mangiati.
Per di più questo mostro era praticamente invincibile dato che, anche se le veniva tagliata di netto una delle teste con un colpo di  spada, subito gliene ricresceva un' altra più orripilante e sibilante che mai.
 Per distruggere questo drago Ercole prese delle frecce infuocate e le scagliò con il suo infallibile arco nella caverna dove l'idra si rintanava immobile per ore a digerire le sue numerose prede.
 Svegliato dalle frecce infuocate, il mostro uscì furente a vedere chi osasse attaccarlo.
Quando vide il ragazzo armato di arco gli si avventò contro deciso a divorarlo, ma non aveva fatto i conti con la forza e l'abilità di Ercole.
L'eroe infatti gli piantò un piede sopra la coda e riuscì a immobilizzarlo; poi brandendo un' enorme clava le staccò a una a una tutte le teste.
Queste però ricrebbero subito ed Ercole allora capì che doveva fare in qualche altro modo.
Allora accese un gran fuoco, prese un tizzone e dopo aver tagliato la testa lo tenne fermo sulle piaghe delle teste recise.
 Così riuscì a distruggere una volta per tutte la terribile idra di Lerna.